Durante la sua festa di compleanno Antonio, un uomo qualunque,
è in compagnia della sua giovane moglie, il fratello e
la moglie del fratello; Antonio sta raccontando della sua nascita
di quando la madre lo portava ancora in grembo e credeva fosse
morto, tutto glielo lasciava pensare; ma è nato morto Antonio?
Oggi ha la tosse, che strano, suo padre è morto così,
tossendo.
Durante la festa bussano alla porta, un vecchio che nessuno conosce
entra in casa e chiede di poter restare con loro, il caso vuole
che oggi è anche il suo compleanno e lui si trova da solo
in strada; fuori fa freddo e non c'è nessuno con cui parlare.
Nessuno vuole che resti, tranne Emanuela, la moglie di Antonio,
che riconosce in lui qualcosa di familiare e convince gli altri
a lasciarlo lì sul divano dove lui si è precipitato;
del resto dopo un po' che sta lì potrebbe sembrare anche
uno di famiglia, perché no, un vecchio zio........
Una storia senza tempo, dove
anzi il Tempo c'è, un Tempo che si sfascia giorno per giorno,
ci instupidisce e ci trascina impreparati verso la morte. 4 personaggi
giovani e "vivi"
e poi c'è il Vecchio il
più vivo di tutti forse, quello che sa che sta per finire
il viaggio ed insegna agli altri come vivere anche se lui non
sa e non saprà mai come morire.
Un grande testo di un giovanissimo autore scritto con intensità
ma anche ironia per un bravissimo "Vecchio" grande attore
quale è Graziosi.
NOTE DI REGIA
Vorrei provare ad analizzare il Tempo, il Tempo che ci sfascia
giorno per giorno, che ci instupidisce e ci trascina impreparati
verso la morte.
Vorrei frugare nei miei pensieri e nelle mie interiora, lì
dove svolazzano demoni bene armati che giocano con la paura, l'annichilimento,
l'oblio la memoria, il fallimento, il fallimento della vita che
non sa contrattare con il Tempo...
...Amo tutti i personaggi di questa storia: Antonio legato ai
rituali della vita ma slegato dall'intimità si troverà
a non avere mai figli "perché non era il momento";
Davide suo fratello che, legato ad una donna che pare non amarlo,
gioca con i botti e quasi ci perde una mano, rappresenta l'innocenza
e l'incoscienza trascinata a deriva dalla vita; Emanuela che accoglie
il Vecchio in casa perché ne sente intimamente l'approssimarsi
e l'inevitabilità.
E poi il Vecchio, il più vivo di tutti, quello che sa che
sta per finire il viaggio ed insegna agli altri come vivere anche
se lui non sa e non saprà mai come morire.
Il Tempo e la Morte, l'apparenza e la realtà: un centro
doloroso e urgente di questo momento nel mio percorso artistico.